INSEMINAZIONE INTRAUTERINA

TECNICA DI FECONDAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA DI I LIVELLO

Inseminazione intrauterina, tecnica di fecondazione medicalmente assistita di I livello

L’inseminazione intrauterina (IUI) presenta delle buone possibilità di successo su una popolazione selezionata

L’inseminazione intrauterina (IUI), altrimenti nota come inseminazione artificiale, è un trattamento di I livello di procreazione medicalmente assistita (PMA), che consiste nel collocare nell’utero gli spermatozoi della coppia, selezionati da un campione precedentemente raccolto ed analizzato, al momento dell’ovulazione. Si tratta di una procedura molto semplice, indolore, minimamente invasiva e molto simile ad una normale visita ginecologica.

Questo trattamento di PMA è indicato in casi specifici:

  • Quando gli spermatozoi hanno difficoltà ad arrivare all’utero a causa di impotenza, lieve patologia dello sperma ed altre patologie.
  • In presenza di disturbi quali:
    • disfunzioni ovulatorie;
    • alterazioni funzionali e anatomiche del collo dell’utero (fattore cervicale);
    • fattori coitali;
    • infertilità da origini sconosciute.
  • Età dei partner inferiore ai 35 anni.
  • Ricerca prole da meno di 3 anni.

Prima di intraprendere il presente trattamento o qualsiasi altro trattamento di fecondazione omologa o fecondazione eterologa, è necessario compiere un primo passaggio, ovvero quello della diagnosi della sterilità rivolgendosi ad un medico di Medicina della Riproduzione.

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Inseminazione intrauterina: quando è utile?

L’inseminazione artificiale è spesso utilizzata come primo approccio alla Procreazione Medicalmente Assistita in coppie selezionate, con buona prognosi e per non più di tre cicli.
Le condizioni permettenti l’esecuzione della metodica sono:

  • Per la donna: età inferiore ai 35 anni, buona riserva ovarica, pervietà tubarica bilaterale.
  • Per l’uomo: età inferiore ai 35 anni, normalità o lieve patologia del campione seminale.

La metodica, di semplice esecuzione, ha una percentuale di successo non superiore al 15% (vedi dati ISS) e può essere utilizzata come primo approccio alla PMA per 2-3 cicli. Se dopo tale percorso la gravidanza non arriva, è consigliabile pensare all’utilizzo di una metodica di PMA di II livello (FIVET/ICSI).

Inseminazione intrauterina: come avviene il trattamento

Il trattamento di inseminazione intrauterina (IUI) prevede una serie di passaggi che coinvolgono la coppia:

  • Stimolazione ovarica: il medico specialista in medicina della riproduzione prescrive alla donna una terapia personalizzata finalizzata alla stimolazione ovarica mediante l’assunzione di ormoni follicolo stimolanti, FSH e, in alcuni casi, luteinizzante LH.
  • Monitoraggio ecografico: mediante ecografia pelvica, viene monitorato lo sviluppo del ciclo e, in particolare, che il numero e le dimensioni dei follicoli siano adeguati. L’effettuazione dell’inseminazione uterina non richiede un numero elevato di follicoli idonei, anche un solo follicolo è sufficiente. Il rilascio dell’ovulo viene indotto somministrando ormoni luteostimolanti simili all’LH, l’ormone che provoca l’ovulazione.
  • Raccolta e preparazione del campione seminale: il campione seminale viene raccolto dal laboratorio il giorno stesso di effettuazione della procedura di inseminazione artificiale. Tale campione viene trattato da biologi specializzati per separare gli spermatozoi mobili dal resto e ottenere una concentrazione di spermatozoi idonea (si tratta di vari milioni) per realizzare l’inseminazione.
  • Effettuazione della procedura di inseminazione: il giorno dell’ovulazione, con una procedura rapida e indolore, il campione di spermatozoi viene introdotto nell’utero attraverso una cannula sottile e morbida. Non vi sono particolari disagi per la donna, in quanto la procedura non si discosta da quella di una normale visita ginecologica.
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